| Bastia Umbra | 28 marzo 2004 | ![]() |
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L’Olio d’oliva protagonista alla XXXVI edizione di Agriumbria Il convegno è stato organizzato dalla Confagricoltura di Perugia "L’Italia deve fare dell’agricoltura la propria bandiera", con queste parole il Direttore della Confagricoltura di Perugia Ado Guerrini ha dato inizio al convegno Olio di oliva: la qualità che paga, che si è svolto presso il centro fiere di Bastia Umbra all’interno della XXXVI edizione di Agriumbria. L’incontro, organizzato dalla Confagricoltura di Perugia e dall’Associazione Frantoiani Oleari e dall’Associazione produttori olivicoli del capoluogo umbro ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente della Confagricoltura dell’Umbria Carlo Sagrini, di Maurizio Servili del Dipartimento di Scienze degli Alimenti Università degli Studi di Perugia, di Giacomo Costagli Responsabile ricerca e sviluppo Alfa Laval SpA Market Unit Olive Oil, di Renata Rogo consulente S.Q.A. (Società di consulenza per la certificazione operante presso il parco tecnologico agro-alimentare di Pantalla di Todi), di Andrea Marchini del dipartimento di scienze economiche ed estimative Università degli Studi di Perugia, di Moreno Marionni coordinatore del Centro Ambiente, di Sante Verdegiglio della Verdegiglio Srl, i lavori sono stati conclusi da Antonio Morabito dell’Ispettorato Centrale Repressioni Frodi. "I produttori umbri – ha detto Carlo Sagrini – devono puntare alla qualità, solo così possono essere vincenti sul mercato. Nel caso dell’olio la maggior parte della produzione deve essere certificata come Dop (denominazione di origine protetta) ed un altro settore di enorme importanza della produzione locale che deve essere ancor più incrementato e sviluppato è quello dell’olio biologico". Un incontro importante quello che si è svolto ad Agriumbria 2004, che ha visto confrontarsi esperti, docenti universitari e tecnici del settore oleicolo, portando all’attenzione del pubblico le differenze e le caratteristiche che fanno di un olio un prodotto di nicchia e di eccellenza. "Per avere un prodotto di qualità – ha detto Giacomo Costagli – devono essere rigorosamente rispettate tutte le fasi di lavorazione delle olive, dalla defogliazione e lavaggio, alla molitura che oggi può avvenire con macchine sempre più tecnologicamente perfette, fino all’imbottigliamento che deve essere fatto in bottiglie di vetro scuro, di piccola capacità, conservate chiuse al buio in un ambiente fresco per consentire, una volta aperte, un consumo rapido dell’olio in queste contenuto, potendo così apprezzare il profumo ed il gusto di un prodotto che porta in se il fascino della sua storia millenaria". Etichettatura, certificazione di qualità, tracciabilità e rintracciabilità, il mercato degli oli extra vergini di oliva, questi i temi principali che sono stati affrontati durante il convegno. "Secondo la fonte del Coi (Consiglio Oleicolo Internazionale) – ha detto Andrea Marchino – attualmente si producono circa 3 milioni di tonnellate di olio l’anno di cui l’80% è prodotto dai paesi dell’Unione Europea e la fucina più importante rimane il bacino del Mediterraneo con Italia, Spagna e Grecia tra i maggiori produttori. Comunque gli stati della Comunità europea, oltre ad essere i principali produttori di olio con il 71 %, sono anche i maggiori consumatori del prodotto. Ci sono mercati importanti dove il consumo di olio di oliva è ancora molto basso come in Germania, Austria e Stati Uniti e lì dobbiamo andare ad incidere e far conoscere questo prodotto". L’incontro si è concluso con l’intervento di Antonio Morabito dell’ispettorato centrale repressioni frodi che ha relazionato sulle normative vigenti nel confezionamento e nell’etichettatura. "Ci sono delle norme emanate dall’Unione Europea – ha detto Morabito – molto severe nella certificazione degli oli extra vergini di oliva, vanno rigorosamente rispettate altrimenti i produttori possono incorrere in gravi sanzioni. Inoltre nell’etichettatura deve essere espressa la tracciabilità del prodotto, la provenienza, l’imbottigliamento e la data di scadenza che per gli oli può variare dai 12 ai 24 mesi". Morabito ha concluso il suo intervento ricordando che l’Umbria e la Toscana sono le regioni dove si trovano i più grandi stabilimenti a livello europeo di imbottigliamento di olio di oliva proveniente sia dall’Italia sia dall’estero e che da frequenti controlli eseguiti sono risultate aziende serie e rispettose delle normative vigenti. Sonia Terzino Ufficio Stampa Confagricoltura
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