Todi 21 gennaio 2004

L’agriturismo umbro sotto il segno dell’eccellenza e della qualità

Questo l’obbiettivo di Agriturist Umbria e di Confagricoltura

Dopo l’incontro che si è svolto nel mese di novembre a Perugia Agriturist Umbria e la Confagricoltura di Perugia, con la collaborazione della Camera di Commercio del capoluogo umbro, sono tornate a parlare del marchio di qualità.

Il seminario di lavoro dal titolo "Umbria Agriturist, tradizione, trasparenza e garanzia" si è svolto a Todi presso l’Istituto Tecnico Agrario Augusto Ciuffelli, all’incontro hanno preso parte il Presidente dell’Agriturist di Perugia Fabio Ciri, il Presidente della Confagricoltura dell’Umbria Carlo Claudio Sagrini, Lucia Damiano Consulente Agriturist Nazionale, Bruno Monaldi dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, Guglielmo Casavecchia Funzionario dell’Agenzia di Promozione Turistica dell’Umbria, Cristina Bertinelli Consulente fiscale, il Direttore Nazionale di Agriturist Giorgio Lo Surdo, i lavori sono stati conclusi dal Direttore della Confagricoltura di Perugia Ado Guerrini.

"Abbiamo ritenuto opportuno – ha sottolineato Fabio Ciri Presidente Agriturist di Perugia – di creare un altro momento importante e di confronto per parlare del marchio di qualità, settore in cui da alcuni anni stiamo lavorando attivamente e che finalmente nel 2004 vede 27 aziende agrituristiche, su 30 che ne hanno fatto richiesta, fregiarsi di questo riconoscimento".

In Umbria sono 600 le strutture che svolgono attività agrituristica, 230 sono quelle associate alla Confagricoltura e di queste 30 sono quelle che hanno fatto richiesta di poter usufruire del marchio di qualità, ma fino ad ora solo 27 sono riuscite ad ottenerlo.

"Nell’ottobre del 2002 - ha spiegato Fabio Ciri – abbiamo iniziato a pensare che dovevamo fare qualcosa di più e di meglio per sviluppare il settore agrituristico regionale, dopo il successo dei primi anni abbiamo notato che si stava lentamente formando una situazione di stallo, quindi abbiamo pensato che per essere veramente competitivi sul mercato e per fare in modo che sempre più turisti usufruissero delle nostre strutture ricettive era fondamentale puntare all’eccellenza". Un lavoro che è durato molti mesi e che ha visto la collaborazione insieme ad Agriturist Umbria anche della SQA (Società di consulenza per la certificazione operante presso il Parco Tecnologico agro-alimentare di Pantalla di Todi), e che finalmente quest’anno ha visto l’immissione sul mercato regionale del marchio di certificazione di qualità e di eccellenza. "L’Umbria, insieme alla provincia di Viterbo - ha detto Giorgio Lo Surdo – è stata la prima regione a percorrere questa via, è stato svolto da Agriturist Umbria un accurato lavoro di monitoraggio, vagliando a fondo modalità e strategie operative, facendo verifiche sul campo sia dei punti di forza delle strutture ricettive regionali, ma anche mettendo a nudo quelle lacune che devono essere colmate, su questa scia si stanno iniziando a muovere anche altre regioni italiane per arrivare nel 2005 ad avere il marchio Agriturist come garanzia di qualità a livello nazionale".

Il seminario di Todi, oltre ad aver affrontato le tematiche prettamente inerenti agli alloggi e alla ristorazione, ha voluto mettere in luce un altro aspetto importate per i turisti che scelgono di passare le vacanze negli agriturismi, quello delle attività ricreative.

" E’ fondamentale – ha spiegato Damiano Lucia – che il villeggiante trovi nell’agriturismo tutta una serie di attività da poter svolgere nel tempo libero, dall’equitazione al tiro con l’arco, dalla possibilità di escursioni in bicicletta a corsi di cucina o ceramica. Un ospite soddisfatto è il miglior biglietto da visita per il successo della struttura".

Intanto, secondo alcuni imprenditori del settore, il turismo in Umbria sta vivendo il suo periodo peggiore degli ultimi anni. "Dopo l’11 settembre ed il crollo delle Torri Gemelle – afferma il proprietario di un agriturismo vicino ad Assisi – stiamo tutti attraversando un brutto periodo economico, quest’anno è la prima volta che nel mio agriturismo non ho organizzato il cenone di Capodanno e posso tranquillamente dire che non sono il solo a vivere questa difficile situazione. Abbiamo visto in questi ultimi tempi un calo di presenze nelle nostre strutture agrituristiche che hanno toccato punte anche del 30 e del 40% di turisti in meno".

Il malumore sicuramente tra gli operatori del settore c’è, è palpabile, come sicuramente è certo che l’economia italiana, ma anche quella europea e quella americana stanno vivendo un profondo periodo di crisi che inevitabilmente ricade sul turismo, uno di quei beni non certamente di prima necessità.

"L’Umbria – ha concluso Ado Guerrini – comunque è una terra con grande potenzialità, è stata una delle prime regioni, insieme alla Toscana, a puntare su questo tipo di turismo e adesso, nonostante il periodo di crisi, dobbiamo andare avanti e pensare a creare strutture eccellenti dove il turista non è più uno sconosciuto ma diventa l’amico di famiglia, dove accanto alla buona cucina, alla valorizzazione dei nostri prodotti tipici, si devono trovare anche calore ed ottima ospitalità".

Sonia Terzino Ufficio Stampa Confagricoltura

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