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Alla scoperta degli agriturismi con le Dop e le Igp Un’iniziativa organizzata da Agriturist Umbria
Perugia 15 novembre 2004 – Un itinerario alla scoperta del gusto e delle tradizioni tra le bellezze degli agriturismi umbri. Questo l’obbiettivo di Agriturist Umbria che, per la giornata nazionale del 13 novembre dedicata alla valorizzazione delle produzioni Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Identificazione geografica protetta), ha organizzato un week-end con i giornalisti della stampa nazionale, per presentare non solo le produzioni certificate, ma anche i 32 agriturismi che si sono fregiati del marchio di qualità. Tre giorni per scoprire la bellezza delle strutture agrituristiche umbre, ma anche un viaggio all’interno della tradizione culinaria contadina, dove il legame tra il prodotto e la terra diventa sempre più stretto ed inscindibile. Questo è quanto Agriturist Umbria, con la manifestazione Scopri l’agriturismo e …assaggia Dop e Igp, ha proposto ai giornalisti della stampa nazionale che per l’occasione sono intervenuti numerosi. Una tappa che ha toccato le strutture ricettive più rappresentative della regione, dalla tenuta della Montagnola, un’azienda con oltre 600 ettari di terreno immersa in una tipica vegetazione di macchia mediterranea, alla Fattoria dei Comignoli, casale umbro del seicento attualmente a conduzione familiare, al Poggio alle Vigne, costruzione del XVII secolo situato in collina e circondato dai vigneti del celebre vino Rubesco, alla Locanda dei Golosi, un agriturismo che si distingue per la sua cucina caratterizzata da ricette dell’antica tradizione contadina. Nella giornata di sabato, rigorosamente dedicata alle produzioni tipiche di qualità, non poteva mancare la visita ai frantoi che in questo periodo dell’anno sono in pieno fermento. I giornalisti hanno potuto visitare il frantoio dell’azienda della Montagnola e seguire tutte le fasi di lavorazione delle olive fino alla produzione dell’oro verde. Momento clou dell’educational è stata la visita guidata al museo del vino e dell’olio della Fondazione Lungarotti di Torgiano. Il museo, che è stato aperto nel 1974, è situato nel seicentesco palazzo Graziani – Baglioni, residenza estiva gentilizia di cui attualmente occupa il pianterreno, il seminterrato ed il mezzanino. All’interno si possono ammirare reperti archeologici, attrezzi e corredi tecnici per la viticoltura e la vinificazione, raccolte di contenitori vinari in ceramica, disegni ed incisioni, manoscritti e testi di editoria antiquaria, manufatti di arte orafa, tessuti ed altre testimonianze di arti minori che documentano l’importanza del vino nell’immaginario collettivo dei popoli che hanno abitato nel corso dei millenni il bacino del Mediterraneo e l’Europa Continentale. Accanto al museo del vino, fiore all’occhiello della città di Torgiano, quello dell’olio, situato in un piccolo nucleo di abitazioni medievali nel centro storico cittadino, sede di un frantoio attivo fino a pochi anni addietro. Nelle dieci sale, distribuite su tre livelli e che complessivamente costituiscono il percorso museale, vengono fornite al visitatore esaustive informazioni circa le caratteristiche botaniche dell’olivo e le cultivar più diffuse in Umbria. I giornalisti hanno potuto vedere, ascoltare, percepire la storia e la ricchezza di una terra che di questo legame con il suo passato ha fatto la ricchezza del suo presente e del suo futuro. Alla stampa sono state presentate varie tipologie di agriturismo, da quelli più piccoli, a conduzione familiare, dove si respira ancora il profumo delle vecchie abitazioni di campagna, a strutture più imponenti come Torre Burchio, un’azienda che si estende all’interno di un’oasi faunistica, ideale per gli amanti della natura, dove è possibile seguire corsi di cucina, di equitazione e di orientamento. Un’offerta sempre più qualificata e variegata quella che le strutture agrituristiche umbre propongono per rispondere all’esigenza di una clientela in continua crescita, ma anche sempre più esigente, che ama essere coccolata tra le bellezze di una natura ancora incontaminata, lontana dagli stress e dai ritmi cittadini. Per l’occasione non poteva mancare la visita alla Fattoria di Vibio, un relais immerso nel verde della campagna della Media valle del Tevere, in quel lembo di terra tra le città di Todi e Perugia, dove ancora è forte il profumo della storia e delle tradizioni. Il relais, forte di questo suo privilegio, ha voluto unire alle bellezze paesaggistiche di cui già si fregia un’accurata ricerca del benessere creando appositi locali per la cura del corpo e dell’anima. Attraverso questo excursus Agriturist Umbria ha voluto portare all’attenzione della stampa come, nel corso degli anni, è cambiato il volto delle strutture ricettive agrituristiche e come lentamente i nostri imprenditori stanno proponendo alla clientela un nuovo tipo di accoglienza che punta soprattutto alla qualità in tutti i settori, dall’ospitalità alla cucina, al tempo libero.
Sonia Terzino Ufficio Stampa Agriturist Umbria
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| la Locanda dei Golosi | |||
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| il dolce alla Locanda dei Golosi | |||
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| il frantoio della Montagnola | |||
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| guardo l'olio nuovo | |||
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| la buona bruschetta | |||
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| museo dell'olio | |||
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| Poggio alle Vigne | |||
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| Torre Burchio | |||
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| un soffitto a Torre Burchio | |||
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| il cervo ci saluta | |||
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| piscina coperta alla fattoria di Vibio | |||
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| cena alla Fattoria di Vibio | |||
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