MONIA ROMANELLI

E PAOLO MIRMINA

Le "Emozioni Rarefatte" di Paolo Mirmina e Monia Romanelli

La mostra è stata inaugurata domenica 5 settembre all’Hotel Olivera Inn

 

Quanti misteri racchiude la mente umana, quanti mondi, quante realtà inesplorate tra quei piccoli neuroni del cervello. Mondi che a volte per caso, nella disperazione o nelle tragedie trovano la loro via di salvezza. Così c’è chi dopo mesi di coma, di malattia e lunghe degenze si scopre pittore, poeta o scrittore.Tra coloro che sono approdati all’arte per caso o per un brutto gioco del destino c’è Paolo Mirmina, che ha scoperto la sua vena creativa dopo anni di lunghe sofferenze fisiche che comunque hanno sviluppato in lui quella passione forse innata, già impressa nel suo Dna, per l’arte.

"Emozioni Rarefatte" questo il titolo della mostra che Paolo Mirmina e Monia Romanelli hanno inaugurato domenica 5 settembre alle ore 18,00 all’Hotel Olivera Inn di Ospedalicchio di Bastia Umbra. Protagoniste le "emozioni", quelle sensazioni, quelle pulsioni che solo gli artisti sanno provare e poi imprimere sulla tela. Mirmina all’Hotel Olivera Inn è presente con oltre cento pezzi tra quadri, collage, ceramiche, ma anche sue creazioni particolari dove vengono combinati più elementi insieme, dalla plastica al legno alla carta. Paolo è un artista autodidatta, ma dal genio creativo innato, molti degli oggetti che realizza sono frutto di materiale riciclato, quelle cose che vengono buttate nelle discariche o accantonate nelle cantine, oggetti che comunque finirebbero al macero. A questi oggetti Mirmina sa dare vita nuova. Li plasma, gli toglie la polvere del tempo e con le sue mani li colora, li ricopre con mille piccoli pezzi di carta dalle tante cromie. Ed ecco che vecchie bottiglie, bicchieri, tazze diventano oggetti dal sapore nuovo, creazioni uniche, originali. Le cose hanno un’anima, sembra voler dire Mirmina con la sua arte, basta saperla scoprire e portare in superficie.

Così è anche per i suoi collage, molti frutto di accurate ricerche, di vecchie foto degli artisti del jazz, del cinema, del mondo della moda degli anni ‘40 e ‘50, pezzi di storia che Mirmina ha saputo strappare allo scorrere del tempo ed incorniciare tra quei mille strati multicolori dei suoi collage.

Monia Romanelli, invece è una giovane artista perugina, per la prima volta anche lei si presenta sul panorama dell’arte contemporanea con una sua mostra personale. Due artisti sicuramente diversi tra loro eppure con un filo conduttore in comune, entrambi vivono l’arte come una fonte di evasione, di salvezza per le loro sofferenze. Anche Monia è un’artista autodidatta e nei suoi quadri, che spaziano dall’olio all’acrilico riesce a scaricare tutte le sue tensioni, a creare quei mondi colorati che sprizzano gioia, quelle realtà che Monia vorrebbe vivere. La sua arte sembra voler dire che il mondo è troppo grigio quindi bisogna colorarlo, saperlo abbellire.

Così l’occhio dell’osservatore si perde tra i verdi, i rossi, i blu notte, intense cromie dove la figura è definitivamente scomparsa per lasciare spazio solo a quelle macchie di colore, dove ognuno può vedere la realtà che più gli aggrada.

La Romanelli è un’ artista ancora molto acerba, ma che in questi anni ha sperimentato varie tecniche, sicuramente una pittrice che ama l’arte non per quello che poi i critici potranno dire dei suoi lavori, ma realizza i suoi quadri perché sono il frutto delle sue passioni, di quella felicità così difficile da trovare nel mondo reale che Monia vive così intensamente nella sua fantasia.

Così nascono le tele della Romanelli. Figlie di una passione che sembra bruciare ardentemente sotto la cenere e che ogni volta esplode tra quelle mille sfumature di colore.

La mostra si potrà visitare tutti i giorni con orario continuato fino a martedì 5 ottobre.

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