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Successo per la mostra di Elvio Marchionni alla Società Agricola Trevi il Frantoio La mostra si inserisce nel cartellone Olio&Arte Perugia 26 ottobre 2004 – Grande successo sia di pubblico che di critica per la mostra del Maestro Elvio Marchionni, che si sta tenendo in questi giorni alla Società Agricola Trevi il Frantoio. L’evento si inserisce nel cartellone Olio&Arte, la nuova sfida dell’azienda olivicola umbra. Marchionni artista nativo di Spello, città dove tutt’ora vive e lavora nel suo splendido studio dal pavimento completamente affrescato, dopo essersi diplomato all’Istituto d’Arte Bernardino di Betto di Perugia, ha iniziato una felice carriera artistica. Nei locali della "Società Agricola Trevi il Frantoio" l’artista spellano è presente con una serie di opere che rappresentano il cammino da lui svolto in questi anni di speculazione e di ricerca pittorica. Le opere di Marchionni, di particolare pregio, ricordano immagini distrutte dal tempo come frammenti di pittura murale o "strappi" di affreschi. Parlando di lui Franco Solmi, ex Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, ha detto: "Il concetto è soprattutto astrazione, mentre la pittura di Marchionni, pittura continuo a chiamarla anche quando si dovrebbe piuttosto parlare di materie diverse, è adesione perfin mimetica al dipanarsi di una realtà sensibile e, attraverso i sensi, facile da esprimere come "naturale". Credo che i bianchi calcinati, ma soprattutto quel rosa di pietra che si stempera ad avvolgere figure e paesaggi nelle composizioni di Marchionni non siano che la sublimazione di elementi scenografici tratti non solo dalle pitture rivelate nei muri corrosi d’antiche fabbriche dell’uomo ma anche, e forse soprattutto, dall’atmosfera cromatica e plastica che avvolge Spello di bianchi, di verdi e di rosa naturali. Attraverso la mediazione dell’arte, in definitiva, Marchionni recupera il senso di una realtà vissuta impregiudicata e libera. E’ l’afflato della natura naturans che permea di sé ogni gesto e ogni visione in questa Umbria d’incanti inenarrabili. Se si volesse concedere qualcosa all’indagine psicologica che è stata condotta su Marchionni, si dovrebbe dire che la "grande madre" di questo artista è appunto la natura che riverbera se stessa nell’immagine della Madonna, così frequentemente affiorante come centro virtuale delle composizioni dell’artista di Spello". E’ potente, prorompente, permeata di energie la pittura di Elvio Marchionni. Mai in nessun artista passato e presente sembrano così toccarsi eppure elidersi a vicenda. Nei lavori di Elvio c’è la lezione dei pittori del quattrocento umbro, ci sono le reminescenze del Pinturicchio, del Perugino, ma ci sono anche quelle committenze minori che vanno da Sinibaldo Ibi all’Alunno, quei pittori solitari la cui fama è stata oscurata dalle opere dei maestri più grandi. Elvio ha saputo portare alla luce un mondo sommerso, quel glorioso quattrocento che così importante è stato per questa regione nel panorama dell’arte. Dalla sua città, quella Spello che mai ha voluto abbandonare, respirando il profumo del tempo passato Marchionni si proietta nel futuro. Figlio del novecento, Elvio comunque conosce la lezione della pittura informale, e nei suoi "strappi" ritroviamo le tele di Fontana o i sacchi di iuta di Burri. Forse il pittore di Spello non pensa tutto questo quando dipinge, la sua mano vola sulla tela e la sua mente spazia, basta guardarlo mentre lavora per capire che si trova in un'altra dimensione, in un altro mondo. Quanta passione, quanta energia infonde Marchionni nei suoi lavori. Quell’energia che torna nei volti delle sue donne, Madonne, figlie, amanti. E’ l’amore a far vibrare la mano dell’artista. Quella mano che scava nel passato, tra le vecchie cose della memoria, della vita e lentamente le porta in superficie. Tra le pietre rosa di Spello le opere di Elvio parleranno nei secoli al mondo. Racconteranno la storia di un ragazzo di campagna, che tra i gessi che scovava nelle zolle arate dei campi ha scoperto l’amore per l’affresco e per gli stucchi. Racconteranno di come i sogni, se supportati da impegno e dedizione, possono diventare realtà. Parleranno di giovani che hanno camminato sulle orme del Maestro ed insieme hanno scoperto l’amore e la passione per l’arte. E quegli stucchi, quei quadri, quegli affreschi saranno la storia di una vita. Saranno l’exemplum dantesco. Non si sa come può nascere un’opera d’arte, se è figlia del caso, dell’intuizione o del genio, qui, tra le mura della vecchia Spello, comunque il miracolo si compie ancora ogni giorno. Una delle opere di maggior prestigio di Marchionni, la Madonna con Bambino, di grande formato, si trova sull’altare di sinistra della Basilica di Santa Maria Maggiore di Spello ed è una testimonianza di arte contemporanea accanto alla Cappella Baglioni (Cappella Bella), affrescata dal Pinturicchio. Intanto gli appuntamenti della Società Agricola Trevi il Frantoio con l’arte continuano, sabato 6 novembre alle ore 16,30 sarà inaugurata la collettiva degli artisti Francesco Costanzo e Gianni Mastrantoni.
Sonia Terzino Ufficio Stampa Società Agricola Trevi il Frantoio
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