Progetto Abissi
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Successo per Fabio Pajoncini nel progetto Abissi Il quarantacinquenne sub romano ha toccato i 202 metri di profondità
(Isola di Ponza 22 ottobre 2004). "Sono felice di aver raggiunto questo traguardo perché il mio successo è quello di tutta la squadra che in questo periodo mi ha sempre sostenuto e supportato". Queste le parole del sub romano Fabio Pajoncini appena riemerso dalle acque di Ponza dopo aver toccato, con 120 Kg di bombole sulle spalle ed ai fianchi, i 202 metri di profondità. Tutta l’operazione è durata complessivamente 2 ore e 32 minuti, Pajoncini si è tuffato nella mattinata di giovedì 22 ottobre alle ore 11.18 a tre miglia da Cala Feola (Ponza) e Punta Tramontana (Palmarola), in quel tratto di mare dove l’acqua abbaglia per la limpidezza. L’immersione è avvenuta in circuito autocontenuto. Fabio è sceso portando con se tutta l’attrezzatura necessaria, indossando le 7 bombole sulla schiena e sui fianchi. Si è trattato, quindi, di un tipo di immersione privo di una linea di discesa attrezzata con serie di bombole da fase, ovvero da utilizzare un po’ alla volta. L’evento, unico nel suo genere, ha permesso ad un sub di raggiungere e superare la quota dei 200 metri, che rappresentava il limite e l’obbiettivo indicativo annunciato dall’Explorer team Pellicano in occasione della presentazione del "Progetto Abissi". Grande soddisfazione per tutto lo staff guidato dall’energico Pierfranco Bozzi, un gruppo di professionisti che ha messo Pajoncini nelle migliori condizioni per concludere con successo una ricerca iniziata 3 anni fa. L’atleta, dopo aver completato nel giro di 10 minuti la fase di discesa, è riuscito a gestire nel migliore dei modi la delicata fase di decompressione. E’ rapidamente risalito a 110 metri - prima tappa prevista dal programma stilato dal team – dove lo attendeva Guido Oggioni, uno dei subacquei del gruppo scesi insieme a Pajoncini per svolgere attività di assistenza. Gli altri deep-stop sono avvenuti, con minipause di un minuto, a 81, 60, 51, 45 e 42 metri, prima della fase più delicata di decompressione che ha richiesto soste gradualmente più lunghe e frequenti. A 40 metri Fabio è stato raggiunto da Alessandro Rignani Lolli, campione del mondo di discesa in apnea, in assetto costante con monopinna. A questa quota Lolli ha ricevuto dal sub una lavagnetta che recava l’esatta indicazione della profondità di 202 metri raggiunti. Fabio Pajoncini è riemerso, aiutato dai due sommozzatori, alle ore 13,50 dopo 156 minuti passati in immersione nelle acque dell’isola laziale. Agli organizzatori ed ai tanti amici e curiosi che per l’occasione si sono ritrovati sulle due imbarcazioni messe a disposizione dalla Cooperativa Barcaioli di Ponza e dalla SNAP per seguire tutta l’operazione, Pajoncini è apparso subito in perfetta forma psicofisica. Sia prima che dopo l’operazione al sub sono stati eseguiti dai medici del centro iperbarico romano una serie di analisi e controlli tra cui l’ecocardiogramma, l’elettrocardiogramma,il doppler e l’emocassianalisi (un prelievo sanguigno per misurare la quantità di gas nel sangue). "Le condizioni psicofisiche di Pajoncini – ha detto il Prof. Stefano di Castro docente di cardiologia all’università La Sapienza di Roma ed uno dei medici dello staff che ha seguito Fabio nell’operazione – ci sono apparse subito molto buone, il fisico del sub, sicuramente in un perfetto stato di allenamento, ha superato questa difficile prova in maniera eccelsa". Parole di soddisfazione per il successo dell’iniziativa anche da parte di Bozzi che ha voluto ricordare come questo successo rappresenta un’importante sviluppo nella ricerca dell’Explorer Team Pellicano. "L’immersione in circuito autocontenuto – ha detto ancora Bozzi – richiede una complessa preparazione di uomini e di mezzi. La tecnologia, i tipi di gas impiegati, le misure di sicurezza ed il delicato lavoro effettuato a bordo della barca e negli abissi del mare, dimostrano che ci stiamo muovendo nella giusta direzione per rendere sempre più semplice ed accessibile l’esplorazione e la ricerca a certe profondità". Intanto bisogna ricordare che tutta l’operazione è stata resa possibile anche grazie al supporto del centro iperbarico romano, dei sommozzatori e dei carabinieri, della Capitaneria di Porto, tra gli sponsor si è distinto il Comune di Ponza e soprattutto grande impegno è stato profuso dal sindaco Pompeo Porzio e dall’Assessore al turismo Maurizio Musella. Inoltre tutto il team ed i giornalisti sono stati accolti da un gustosissimo aperitivo organizzato dal ristorante Acqua Pazza, situato nella splendida cornice della piazzetta di Ponza dalla cui altezza si scorge una delle vedute più suggestive dell’isola. Mentre la cena, rigorosamente a base di pesce cucinato alla maniera pontina, si è svolta al ristorante La Scogliera ed è stata offerta dall’Associazione Agenzie Immobiliari di Ponza e dalla Confcommercio di Latina. Intanto il Progetto Abissi continua, prossimo appuntamento con l’apneista Lolli. Sonia Terzino
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