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Le Stazioni della Via Crucis

attraverso gli occhi di 14 artisti

Signore sono povero e mendicante. Nelle mie preghiere penso solo a me e sempre Ti chiedo qualcosa. In questo momento non desidero niente, voglio solo accompagnarti nella Tua Via Crucis. Voglio aiutarti a portare la Croce e partecipare al Tuo dolore.

Questa la preghiera introduttiva alle 14 stazioni della Via Crucis, quella strada che ha portato Gesù sul Golgota a morire, quella triste storia che da oltre 2000 anni accompagna la vita dell'uomo sulla terra. Quella sofferenza, quello strazio, quel dolore, patiti, sofferti, portati con dignità ed orgoglio dal Figlio dell'uomo e di Dio è stato rappresentato da 14 valenti pittori nel panorama dell'arte contemporanea. Artisti che per la prima volta si sono voluti confrontare con il dramma dell'umanità, con quella passione, quel pathos che fin dalla nascita alberga nel cuore dell'uomo.

E' la storia del sacrificio estremo e della morte di Gesù quella che i pittori hanno voluto raccontare, ognuno alla sua maniera, ognuno nel suo stile, ognuno con la sua sensibilità. Per la prima volta un gruppo di pittori si è messo insieme per rappresentare il cammino della sofferenza, ma anche quello della salvezza dell'umanità intera.

Le 14 tavole sono state donate alla chiesa di San Lorenzo di Bastia, come segno di fede, ma anche simbolo di unione, di fratellanza di alcuni amici che per l'occasione hanno voluto camminare, ripercorrere insieme la passione e la sofferenza del Cristo. Una sofferenza espressa attraverso i colori, la luce, le sfumature che raccontano quella strada dove dolore e strazio, sofferenza e pianto hanno accompagnato l'ultimo doloroso cammino del Signore sulla terra.

E' la triste storia della condanna a morte e della crocifissione del Cristo quella che Vittorio Angini, Gianni Bagli, Massimo Brachelente, Lamberto Caponi, Mario Chiocchia, Antonio Civitarese, Antonio Coletti, Francesco Costanzo, Angelo Dottori, Fernando Fabbroni, Roberto Levati, Gianni Mastrantoni, Dario Polvani e Raffaele Tarpani hanno voluto imprimere e fermare sulle tele. Opere che parleranno ai fedeli nel tempo, che saranno il segno tangibile, la testimonianza di un dolore che per sempre accompagnerà l'umanità. In quelle stazioni vi è racchiuso tutto il mistero della vita, della morte ma anche della Resurrezione e della felicità Eterna. Il Figlio di Dio un uomo tra gli uomini, umiliato, picchiato ed infine crocifisso.

Sicuramente ogni pittore ha vissuto dentro di se tutto questo e con maestria è riuscito a trasportarlo nei suoi lavori.Ogni artista per l'occasione si è trovato davanti ad un momento drammatico della storia dell'uomo, un tema dove ogni pittore si è dovuto mettere a nudo, spogliare dei suoi orpelli, delle sue sovrastrutture ed immergersi nel dolore patito dal Salvatore. La scelta è stata libera, ogni pittore ha deciso di dipingere una stazione, forse quella che sentiva più vicina al proprio io, quella che meglio avrebbe potuto rappresentare il suo stato d'animo.

La prima stazione, quando Gesù viene condannato a morte è stata dipinta da Raffaele Tarpani. Nello stile del pittore perugino quello che ancora una volta colpisce è la luce, Tarpani come sempre ha preferito esprimere le sue emozioni attraverso le cromie che imprimono al lavoro quell'alone di dolore e mistero, ma che attraverso un cielo offuscato da grandi nubi nere si intravedono i raggi di un sole come sprazzo di speranza. E' l'inizio del cammino di dolore quello che l'artista ha voluto rappresentare, una strada che comunque porterà l'umanità intera alla felicità eterna.

La seconda stazione, quando Gesù è caricato della croce, è stata dipinta da Gianni Bagli. Nel lavoro dell'artista vediamo un Cristo inerte, un volto sofferente, che abbraccia il suo destino per cui è venuto a morire sulla terra.

La terza stazione, quando Gesù cade per la prima volta, è stata dipinta da Angelo Dottori. E' l'inizio della sofferenza vera, quando quel peso sembra schiacciare Gesù e proprio su quella Croce, che poi è quella che ogni uomo porta nel suo cammino terreno, che Dottori ha voluto incentrare il suo lavoro. E' una croce dalle dimensioni immense a significare che quel peso ricadrà nel tempo su tutte le generazioni a venire.

Nella quarta stazione Gesù incontra la madre, ad interpretarla è stato Lamberto Caponi. Questo è il momento del dolore estremo, la sofferenza di Maria che da lì a poco vedrà suo figlio morire. Lamberto ha dipinto un Cristo serio, composto, che con orgoglio porta quel fardello per cui è venuto a redimere il mondo intero.

La quinta stazione, quando Gesù ormai stanco, spossato dalla fatica è aiutato a portare la croce da Simone di Cirene, è stata dipinta da Dario Polvani. Il pittore ha saputo magistralmente cogliere l'attimo in cui lo sguardo del Cristo si incontra con quello del giovane, tutto intorno tace, un alone di mistero che l'artista ha interpretato con tenui toni pastello.

La sesta stazione, quando Gesù è asciugato dalla Veronica, è stata dipinta da Fernando Fabbroni. Ancora una volta sono le donne che entrano nella vita di Gesù, per l'anziano pittore perugino questo è un momento in cui lentamente svanisce la tristezza, ormai Gesù è a metà strada del suo percorso, sa che tra poco tutto sarà finito.

La settima stazione, quando Gesù cade una seconda volta, è stata dipinta da Massimo Brachelente. L'artista ha voluto immortalare un Cristo spossato, sfinito dalla stanchezza, inerme di fronte alla brutalità, alla cattiveria dell'umanità, per l'occasione rappresentata dai soldati di Ponzio Pilato.

L'ottava stazione, quando Gesù consola le due donne, è stata dipinta da Vittorio Angini. Il pittore ha scelto per il volto toni cupi che fanno da netto contrasto con il rosso acceso della tunica come a testimonianza del sangue che sgorgherà nei secoli a venire fino alla fine dei tempi.

La nona stazione, quando Gesù cade per la terza volta, è stata dipinta da Antonio Civitarese. Il pittore, in pochi e salienti tratti, è riuscito ad esprimere il dolore impresso nel volto di un Gesù provato e sofferente, l'artista ha voluto fermare come in un frame quell'attimo e ricordarlo nel tempo a venire.

Nella decima stazione Gesù viene spogliato delle vesti. Roberto Levati ha scelto di interpretare questo momento, è l'attimo che precede la Crocefissione quando i soldati si giocano la tunica del Signore a dadi. E' il momento delle scherno, delle imprecazioni, è l'attimo in cui Gesù alza gli occhi al cielo ed implora il Padre, ma sa che il suo sacrificio dovrà essere estremo.

Nell'undicesima stazione Gesù è inchiodato sulla croce. Francesco Costanzo ha voluto ricordare il dolore di Maria. Gesù ormai è crocefisso e la madre lo guarda implorante, in quel momento è la stessa sofferenza quella che entrambi stanno patendo.

Nella dodicesima stazione Gesù viene messo sulla croce, a dipingerla la valente mano di Gianni Mastrantoni. Il pittore ai piedi del Cristo crocefisso ha messo in evidenza la disperazione di un popolo che non è riuscito a riconoscerLo come Figlio di Dio.

Nella tredicesima stazione Gesù è deposto dalla croce, Antonio Coletti ha incentrato il quadro sulla sofferenza di Maria che abbraccia il figlio ormai privo di vita. In lontananza si scorgono le tre croci spoglie.

La quattordicesima stazione quando Gesù viene messo nel Sepolcro è stata dipinta da Mario Chiocchia. Il pittore attraverso toni scuri e privi di luce ha dipinto la notte delle tenebre, tutto in questo quadro parla di dolore, la natura, il cielo, coloro che spaventati ed increduli depositano il Cristo ormai privo di vita nel Sepolcro. Un lavoro complesso quello in cui questi artisti si sono cimentati, una grande testimonianza d'amore e di fede che rimarrà inalterata nel tempo.

Sonia Terzino Giornalista

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