|
Diego Latella e la Ricerca del passato Una personale dell’artista alla galleria “Porto Franco” di Ponte San Giovanni
|
||
|
“Nell’arte ricerco il passato, la storia dell’uomo e di tutte le generazioni che mi hanno preceduto, ma vorrei anche che i miei lavori rimanessero come testimonianza del tempo che felicemente ho vissuto”. Così Diego Latella inizia a parlare del suo concetto d’arte e del senso che vuole dare alle sue creazioni. Un mondo, quello di Latella, fatto di mille contaminazioni, l’artista è nato in Cina da genitori italiani che, dopo l’avvento del comunismo, furono costretti a lasciare quel paese per emigrare in Australia. Una vita, quella del piccolo Diego, segnata da cambiamenti, da arrivi e partenze improvvise, da scoperte di nuove realtà che hanno arricchito la sua curiosità ed il suo già ricco mondo interiore.Nel nuovo continente Diego è cresciuto ed ha studiato, in quella terra giovane dove i primi artisti dipingevano sulla sabbia, o incidevano sulla corteccia del legno. Dopo essersi brillantemente laureato all’Accademia di Belle Arti di Sidney Diego ha vinto una borsa di studio che per tre anni gli ha permesso di girare il mondo, America, Inghilterra, Francia ed infine l’Italia. E sono stati proprio questi viaggi che lo hanno portato a contatto con l’arte della vecchia Europa, ma anche con le avanguardie americane. |
||
|
“Io conoscevo pochissimo la storia dell’arte italiana – afferma Latella – ma grazie a Bruno Corrà docente all’Accademia di Belle Arti di Perugia – ho potuto approfondire le mie conoscenze e sono entrato in contatto con questo magnifico mondo che non è solo l’arte moderna, ma è l’archeologia etrusca di cui questa regione è un’eminente testimone”Diego, come poi succede a molti artisti, è rimasto folgorato dall’Umbria, tanto che da alcuni anni vive e lavora a Mugnano, una piccola cittadina immersa tra verdi valli.In una bella costruzione del 1600, tra le vecchie pietre della campagna umbra, Latella ha creato il suo laboratorio, ma anche la fonte primaria della sua ispirazione per i suoi lavori.Attualmente le ultime creazioni di Diego sono esposte in una mostra personale presso la Galleria Porto Franco di Ponte San Giovanni dove è possibile vedere una ricca sequenza di sculture realizzate in legno, ferro, iuta, che l’artista ama creare combinando materiali nuovi con pezzi riciclati. |
||
|
Figura sicuramente poliedrica Latella spazia dalla pittura alla scultura con estrema facilità, un profondo ricercatore delle radici dell’arte, che ama lasciare libere le sue creazioni di fluttuare nell’aria senza limitazioni di spazio e di tempo. Così nascono sculture come “Polvere e Polvere”, dove l’artista applica la combustione della plastica, oppure “Cenere”, un’opera di chiara ispirazione Indiana che parte dal cerchio, che in quella cultura simboleggia la spiritualità, per arrivare ad una serie di figure che cercano di richiamare l’immensa energia del Creato. Anche i titoli, che per la prima volta l’artista ha dato alle sue opere, sono una provocazione, un contrasto tra arte figurativa e parole, un modo per chiedere all’osservatore di guardare attentamente e di scoprire ciò che si cela oltre il visibile ed il tangibile. Forse la cosa più bella nelle creazioni di Latella è questo suo saper felicemente fondere insieme l’arte moderna, che parte dalla lezione di Burri e di Fontana, con i primordi della storia dell’arte, fatta di segni, d’incisioni, nei lavori di Diego si trova il linguaggio degli aborigeni, dell’arte precolombiana fatta di segni antropomorfi e zoomorfi, riletta dall’occhio attento e scrutatore di un artista del terzo millennio. |
||
|
Volutamente Latella ricerca tutto questo come a voler dire che non ci può essere futuro senza passato ed è proprio in quel passato così lontano che arriva ai primordi della storia che l’artista scava e porta in superficie. Forse anche per questo Diego ha scelto di vivere in quel lembo di terra che è Mugnano, dove è ancora la vita dei campi a dominare la realtà, lontano dai rumori della città, dalla frenesia della vita moderna, Latella s’immerge nei suoi pensieri e crea. Nelle sue sculture si ritrovano i colori della terra dalle varie sfumature dei marroni, fino all’antracite che è la tonalità delle zolle dei campi quando vengono lavorate dalla mano dell’uomo. Diego si lascia cullare dal silenzio della campagna e dai suoi rumori generati dallo scorrere dell’acqua nei ruscelli, dal volo degli uccelli, dal canto del gallo la mattina, questa è la realtà che Diego vive e che ancora una volta entra con prepotenza nei suoi lavori. |
||
|
E’ la poesia della vita fatta di cose semplici e genuine quella che Latella racconta nelle sue creazioni, quel saper cogliere la magia dell’alternarsi delle stagioni, del rumore del vento tra i rami, quel mondo popolato di anime invisibili compagne della solitudine e dei lavori di Diego. L’artista sa dare voce al silenzio, a quei folletti che discretamente vivono nei campi, a quella realtà magica che solo l’animo puro e sensibile dell’artista sa riconoscere ed apprezzare. E’ questo il mondo di cui Diego ci parla, dove passato e presente s’incontrano, dove i ricordi della lontana Australia, della Cina dei suoi anni di bambino tornano in superficie tra le dolci e verdi colline umbre. Le creazioni dell’artista non sono mai cupe, ma in quel suo assemblare cose vecchie e nuove, nel suo riciclare materiali abbandonati, oggetti dimenticati, tutto torna a nuova vita, come a voler dire “in natura niente si crea e niente si distrugge ma tutto si trasforma”. La mostra si può visitare fino a domenica 27
febbraio tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle
19,30. Sonia Terzino
|
||
| HOME | Ritorna ad archivio 2005 | |