| Il magico mondo di Roberto Banfi Rossi alla Galleria Artemisia di Perugia | |
| La mostra si potrà visitare fino a sabato 29 Aprile | |
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E’ la magia intesa nella sua essenza, nella sua
forma più atavica e primitiva il tema principale della mostra di
Roberto Banfi Rossi, che si terrà fino a sabato 29 aprile presso la
Galleria d’arte Artemisia a Perugia. Una produzione pittorica in cui
Banfi Rossi affronta un tema a lui
sempre caro, quello della magia che in forme più o meno velate
compare spesso nei lavori dell’artista, ma che adesso per la prima
volta viene sviscerato in un intero ciclo pittorico. |
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Un percorso arduo quello del valente pittore sabino,
ma ormai perugino di adozione, che con fatica è riuscito ad imporsi
all’attenzione del pubblico
e della critica nel panorama dell’arte contemporanea. |
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Un successo giustamente meritato per Banfi Rossi, che
da sempre ha creduto nella pittura tanto da lasciare un sicuro lavoro in
Regione per affrontare il duro cammino dell’artista tout court. Il
pittore, con un valido curriculum professionale alle spalle, che lo vede
prima frequentare l’Istituto d’arte Bernardino di Betto e poi
l’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, è inoltre stato allievo
del grande maestro futurista Gerardo Dottori. Banfi Rossi è un pittore
originale, dotato di grandi capacità, che possiede il guizzo del genio
che lo spinge verso una continua ricerca e speculazione pittorica. |
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Creazioni che nascono nella mente dell’artista e che porta l’osservatore attento in un viaggio fantastico attraverso le culture dei popoli Inca, Aztechi e dell’America Latina. E’la magia delle popolazioni animiste, quella che affronta l’artista, di quelle genti che posseggono un profondo rispetto per ciò che li circonda e credono che tutte le cose hanno un’anima. Come è lontano Banfi Rossi dalla civiltà occidentale, dall’opulenza della società moderna e come invece la sua pittura è vicina ad un mondo primitivo che ancora si ciba della bellezza della natura. |
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Un moderno Gauguin il nostro artista, che riesce a viaggiare con la mente attraverso civiltà per lui solo apparentemente lontane. Nascono così quadri come l’Invasata, la cui giovane ragazza ricorda nelle movenze la “nina” di Velasquez, oppure “Pandora” dal cui vaso escono fanciulle in fiore. Maghi, sciamani, riti alchemici, questi i temi affrontati dal pittore, con un occhio che guarda a quei popoli che ancora affidano il loro destino all’interpretazione dei sogni o allo scorrere delle stagioni. Davanti ai quadri di Banfi Rossi tornano immediatamente alla mente le belle pagine di letteratura della “Casa degli Spiriti” di Isabelle Allende o di “Donna Flor ed i suoi due mariti” di Jorge Amado, il cantore di Bahia. Civiltà dove tutto si muove per volontà magiche e misteriose. |
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Quadri che nascono dal silenzio, dalle tenebre della
notte, in quelle ore buie predilette dall’artista per creare. Quando
tutto intorno tace è solo la voce dell’interiorità che parla e così
torna in superficie quel mondo magico e fantastico che da sempre è il
tema principale dei lavori del creativo. Una mostra
che nasce dopo tre anni di duro lavoro, per un pittore metodico e
con una produzione molto limitata. Perché ogni quadro di Banfi Rossi,
realizzato con caldi e sapientemente diluiti colori ad olio,
è fonte di grande applicazione, in ogni lavoro è un sovrapporsi
di storie, di figure che si incontrano, come nella trama di antichi
tappeti orientali. Si dipana lento e coraggioso lo scorrere delle civiltà
e la storia dei popoli nelle creazioni del pittore. |
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L’esposizione si può visitare fino a sabato 29
aprile tutti i giorni, tranne il lunedì e i festivi, dalle ore 10,00 alle 13,00 e
dalle 16,00 alle 19,30. Sonia Terzino |
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