L’esplosione di luci e colori nell’arte di Loretta Coluccia
A colloquio con la pittrice che trova ispirazione nelle bellezze della natura

I fili di colori che si intrecciano con le trame delle calde atmosfere dei lini, delle sete e del cachemire. Questa la magia della mostra di Loretta Coluccia che si terrà fino a giovedì 13 Aprile presso l’azienda Caprai di Torre Matigge di Trevi.

Un nuovo spazio per l’arte contemporanea che nasce proprio nel tempio del made in Umbria.

La Coluccia, nativa di Castiglione del Lago ma assisiate di adozione, da sempre propone un tipo di pittura di forte impatto visivo.

Luci e colori sulle tele dell’artista si incontrano in un magico gioco dei moti dell’animo.

Loretta dopo due anni di silenzio torni a proporti al grande pubblico, come è nata questa tua ultima produzione artistica?

Sono stati due anni di profonda meditazione, dopo aver riscosso grandi consensi sia da parte del pubblico che della critica, volevo abbandonare l’arte, credevo di non avere più nulla da dire. Invece all’improvviso mi è arrivata la  proposta dell’Azienda Caprai di realizzare una serie di quadri da inserire in questo magnifico spazio dove da sempre regna l’attenzione per il bello e per le produzioni di qualità. Così sono nati gli ultimi lavori, mi sono ispirata ai tenui colori dei filati, del cachemire, ed ho voluto mettere sulle tele tra i petali di rose, i papaveri in fiore, le corolle dei girasoli, quelle cromie che ho ritenuto potessero creare un felice connubio con l’ambiente circostante.

Come sempre protagonista dei tuoi quadri è la natura, cosa c’è nelle bellezze del Creato che ti attrae così tanto?

E’ vero, da sempre tra me e la natura c’è un profondo afflato. Sarà forse perché sono nata lungo le sponde del Lago Trasimeno dove la vegetazione è bella e rigogliosa in tutte le stagioni dell’anno.

Sono le immagini dei campi in fiore, dei lunghi filari di viti e gli imponenti oliveti che fin da piccola hanno attratto il mio occhio.

A quale dei tuoi quadri ti senti particolarmente legata?

Per me sono le mie creature, li amo tutti in maniera indistinta, però se devo dire quello che meglio mi rappresenta sicuramente è “Le quattro stagioni di Vivaldi”. Un’opera che racchiude tutte le emozioni che io provo davanti alla magnificenza del Creato. La natura la vedo come una giovane donna che, circondata da un’ esplosione di luci e di colori, tiene in mano l’alternarsi delle stagioni. Per me la madre terra è una benefattrice, solo davanti a queste meraviglie trovo la giusta ispirazione per creare.

Progetti per il futuro?

Sì, tanti, il silenzio di questi due anni mi è servito per meditare, ma anche per scoprire la parte più nascosta di me stessa, voglio continuare a dipingere e sono sicura che potrò realizzare ancora buoni lavori. Credo che la pittura non potrò più abbandonarla, perché fa parte della mia vita. Siamo due entità che cammineranno per sempre insieme.

 

Sonia Terzino

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