“Gli omini fantastici” di Roberto Fontirossi alla Galleria Artemisia di Perugia
In mostra le opere dell’artista toscano fino al 22 giugno

C’è un mondo fantastico che danza nell’aria, che si muove e respira a ritmo di musica. Così Roberto Fontirossi vede la realtà e la immortala tra mille sfumature di colori.

La bella mostra dell’artista toscano, per la prima volta in Umbria, si sta tenendo in questi giorni con il Patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Comune di Perugia presso la galleria Artemisia in via Alessi 14. Un nuovo spazio per l’arte contemporanea nato nel cuore di Perugia grazie all’eclettico Giuseppe Fioroni che in questi ultimi periodi sta ospitando artisti di valenza internazionale, facendo nuovamente del capoluogo umbro un  punto importante d’incontro per le nuove avanguardie.

Roberto Fontirossi è nato a Lucca nel 1940, avviatosi agli studi artistici scopre sin da giovanissimo la sua passione per la pittura cui si dedica stabilmente fin dai primi anni sessanta.

Vive nella Roma della dolce vita ed ha la fortuna di conoscere e diventare amico dei più importanti esponenti del mondo culturale del momento come Indro Montanelli, Renato Guttuso e Antonio Donghi. Saranno proprio loro ad organizzargli la sua prima mostra personale che si tiene nella capitale nel 1961. Per l’artista toscano è subito un successo tanto che nel 1964 viene invitato alla quadriennale di Roma.

Una carriera che non conosce ombre, fatta di mostre importanti, opere dell’artista si trovano sia in collezioni pubbliche che private. Per alcuni anni Fontirossi ha lavorato anche per diversi quotidiani italiani per cui ha realizzato disegni satirici e grotteschi di chiaro impegno sociale

Quella dell’artista toscano è una pittura dove reale e fantastico si confondono per dare origine alla poesia della vita. E’ la leggerezza di un mondo in cui i personaggi si muovono fuori dal tempo e dallo spazio, e dove entrambi diventano luoghi della mente e dell’animo. Nascono così le opere dell’artista toscano che attraverso tele e colori ci racconta le sue favole. Sono cicli pittorici, storie che si incontrano, dove la quotidianità diventa solo la scusa per partire verso mondi fantastici ed approdare a porti lontani.

E’ bello perdersi nei lavori di Fontirossi, che a tratti ricorda la pittura naif di Nino Caffè o quella interiorizzante di Pieter Bruegel, ma che da entrambi si discosta con il suo umorismo per diventare un’arte personalizzata.

Scene di vita quotidiana, panni stesi al sole, amori appena sbocciati, queste le scene che Fontirossi ama raccontare con quella satira che contraddistingue il suo lavoro ed il suo saper guardare nel cuore degli uomini. Quella che ne scaturisce, tra reale e grottesco, è una pittura che scava nell’animo umano e ne porta in superficie pregi e difetti, con un occhio a quell’insostenibile leggerezza dell’essere che è il tratto distintivo della pittura dell’artista toscano. Un esistenzialismo mai esasperato che trova la sua via di fuga nella fiaba. Nascono così i lavori più belli di Fontirossi, la maggior parte dei quali realizzati in olio su cartone.

Dal “Banchetto Antiquario”, dove cielo e terra, mare e stelle si incontrano e si confondono, al “Giudice” che guarda con fare sornione l’arresto di un pregiudicato.

Di grande impatto scenico sono i quadri di vita campestre, qui ancora più forte diventa il ricordo della pittura del fiammingo Bruegel, che però Fontirossi ha saputo rendere meno nostalgica, passando dall’introspezione psicologica ed esistenzialistica ad un impatto prettamente satirico con la realtà.

 E’ proprio questo saper sdrammatizzare e non prendersi troppo sul serio il messaggio che Fontirossi lancia attraverso i suoi lavori, si può essere felici anche in un mondo fatto di ingiustizie e di malvagità, basta saper rovesciare le cose, bisogna solo cambiare punto di osservazione.

La mostra si può visitare fino al 22 giugno tutti i giorni, escluso il lunedì e festivi,  presso la galleria Artemisia dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19,30.

 Sonia Terzino

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