| “I colori dell’Anima” | |
| Marsciano - Palazzo Pietromarchi | |
| 1- 15 febbraio 2006 | |
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Se l’anima avesse dei colori, quali potrebbe avere? Chissà
quante volte ognuno di noi se lo è chiesto, perché parlare e dare forma
alla parte più nascosta e misteriosa dell’uomo da sempre nel corso dei
secoli è stato il pensiero principale di filosofi, scrittori, pittori,
poeti e musicisti. L’Anima è la parte più recondita dell’animo umano, ma
è anche la parte più vera è la sua ricchezza più grande. |
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L’uomo del terzo millennio deve tornare a dialogare con se
stesso, con la propria interiorità e forse questa è la sfida più grande
per gli artisti di oggi. A loro è affidato l’arduo compito di saper far
parlare le emozioni, dare voce al silenzio, all’inconscio che alberga
nell’animo umano. Così per ogni pittore l’anima avrà il colore, le fattezze, i contorni delle sue opere. E’ lì su quei quadri che s’imprime e si esprime il vissuto di ogni creativo. |
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Sono le sfumature, le pennellate, i colori sapientemente
miscelati e poi diluiti sulle tele che parlano e raccontano
dell’interiorità di colui che le ha realizzate. Ecco perché questa
mostra è stata chiamata “I Colori dell’Anima”, per dare forma e
voce a quel mondo, per dare spazio ad una riflessione profonda. Prendono parte a questa mostra artisti di formazione
culturale e pittorica sicuramente diversa, ma il trait d’union
dell’esposizione è proprio “l’anima” di ognuno di loro,
quell’interiorità che emerge dalle tele. Questo è quanto accomuna il
gruppo di artisti ternani che degnamente rendono onore alla loro terra di
origine.
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Quella terra che a volte con nostalgia altre con prepotenza
è magistralmente rappresentata nei loro lavori. All’osservatore
l’arduo compito di saper vedere e capire tutto questo, di andare oltre
il visibile ed il contingente. I quadri sono l’incipit, la scusa per
intraprendere un cammino culturale, filosofico e morale che ci porta a
scavare dentro noi stessi. Possiamo fermarci e vedere ciò che troppe
volte le parole non dicono, scavalcare l’apparenza e scoprire la
solitudine dell’uomo moderno, le preoccupazioni del padre, del marito e
della giovane moglie. Le tele hanno una voce muta ma parlano, basta solo
saperle ascoltare, basta solo saperle guardare e colori, tagli di luce,
incontri di figure diventano parole che scorrono su un libro aperto. Sono
le frasi della vita, quella che lentamente scorre e l’artista riesce a
fermare ed immortalare. |
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“In Charta Anima Manet”, sulla carta rimane impressa
l’anima, l’aura magica che ci circonda, quel mistero che tra i primi
Platone ha cercato di spiegare e capire. E’ il mondo delle idee di
filosofica memoria, quello che si vuole mettere in evidenza, della
conoscenza che rende gli uomini liberi e come direbbe Dante “ voi non
foste fatti per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.
Ed è proprio un inno alla conoscenza, lo scopo di questo evento, un modo
per superare gli odi, le barriere ideologiche e finalmente trovare un
mondo dove possa regnare solo la bellezza, quella che gli antichi
invocavano per salvare il mondo. Dopo la morte del corpo l’anima
sopravvivrà e con essa sopravvivranno i lavori dei nostri artisti
contemporanei che rimarranno un esempio tangibile di bella arte e di
storia. |
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Sonia Terzino - Giornalista e critica d’arte |
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