Arte a cielo aperto tra le bellezze della campagna umbra
Alla Casella un work in progress per i giovani creativi

Quando l’arte diventa un elemento fondamentale con il territorio che la circonda, il giusto corollario alle bellezze naturali e paesaggistiche.

Questo lo spirito con cui è nato il progetto “Fuorimisura arte a cielo aperto” cui hanno preso parte gli artisti Ilian Aruelo,  Federica Benelli, Erica Bettoni, Nicoletta Bottani, Nicoletta Braga, Tommaso Cascella, Michele Ciribifera, Elena Cragnolini, Diego Damas, Vincenzo Di Siena, Pietro Fortuna, Mauro Folci, Elisa Fronzoi, Gary Jo Gardenhire, Filippo Manna, Graziano Marini, Massimo Mazzone, Alessia Monti, Marino Moretti, Riccardo Murelli, Sonya Orfalian, Marco Perli, Silvia Ranchicchio, Jasmina Rubcic, Mauro Saccone, Osvaldo Tiberti, Franco Troiani, Paul Wiedmer e Pietro Zucco.

Tra le bellezze di una rigogliosa vegetazione, in quel lembo di terra attraversata dal fiume Chiani che divide l’Umbria dalla Toscana, è situata la Casella, ottomila ettari di terreno situati nel comune di Ficulle, in provincia di Terni, che godono della vista di un paesaggio incantevole. Un posto da sempre meta per i cultori del bello e delle cose genuine che oggi si apre anche all’arte contemporanea. La Casella così diventa il luogo dell’anima, del silenzio, della meditazione, in cui oltre 30 scultori per mesi hanno lavorato alla realizzazione delle loro opere.

“Sono lavori – afferma l’artista Graziano Marini organizzatore dell’evento – che sono pensati e realizzati per questo posto, sono tracce, segni indelebili che dovranno rimanere nel tempo a dimostrazione del periodo storico e delle emozioni dei nostri giovani creativi contemporanei”. Infatti sono sopratutto artisti molto giovani quelli che con grande tenacia hanno lavorato alla realizzazione di questo ambizioso progetto.

“Un modo nuovo di intendere l’opera d’arte – dice ancora Marini - che diventa parte integrante e fondamentale dell’ambiente in cui viene realizzata ed inserita”. Si arriva alla Casella attraverso una strada non asfaltata stretta e tortuosa, si attraversa il fiume Chiani, dove vivono in libertà tinche e carpe, qui ad accogliere i visitatori lungo le sponde del torrente ci sono le sculture di Marino Moretti. Nascono così le “Upland Trouts” di Moretti, lavori realizzati in cemento, terra e argilla che diventano un omaggio a quelle creature che Jorge Luis Borges chiamava  “fantastiche che nidificano negli alberi, volano bassissimo ed hanno paura dell’acqua”. Ed è proprio il fiume che diventa  per tutte le creazioni il fulcro, il tema portante dell’intero  progetto artistico, l’acqua fonte inesauribile della vita che si rigenera.

Quello della Casella è un viaggio, dove in ogni cosa c’è la mano di Dio e dell’uomo come a dire che non può esistere l’una senza l’aiuto dell’Altro. Sono forti energie quelle che ogni scultura sprigiona, si continua il cammino ed  ai piedi di un vecchio albero secolare si scorge il lavoro di Mauro Folci “Oplà siamo vivi”. Una frase illuminata da luci al neon a dimostrazione della voglia di esserci, del voler e saper relazionarsi con gli altri, dove le parole non sono solo suoni vani ma se ben calibrate possono lasciare segni profondi. Nella vallata è collocata l’imponente scultura in ferro di Graziano Marini.

“Eurasia”, che diventa un ponte tra le diverse culture, tra l’Oriente e l’Occidente, l’opera comunque è  anche nata come una sfida, un confronto, un modo per sperimentare le proprie capacità in un settore diverso da quello in cui Marini solitamente opera, ma per il creativo sicuramente fonte di crescita, che lo porta ogni volta ad affrontare ad “occhi aperti” le sfide che la vita gli propone.

Ai piedi di una delle tante colline che circondano la vallata l’opera ambientale di Michele Ciribifera, Nature’s eye, un grande occhio che si apre sul mondo. Sicuramente una delle creazioni più interessanti quella del giovane sculture, un lavoro originale e profondo, un work in progress, un’ opera d’arte che non ha mai fine, incompleta che solo il tempo potrà perfezionare e plasmare.

Lavori che trovano la loro forza vitale tra quelle verdi colline, creazioni che racchiudono in se stesse fatica, sensazioni, emozioni, come la scultura in mattoni e cemento realizzata da Massimo Mazzone e dal Maestro Patrizio Graziani. Di grande impatto sia scenico che emotivo il lavoro di Marco Perli, realizzato in mattoni di tufo e dal nome alquanto significativo il Casellante, un’opera alta 2metri e 60, dove è il guardiano, l’uomo dallo sguardo attento, che saluta ed accoglie i visitatori.

Ogni lavoro è una felice scoperta, dal “Corpo d’Idea” di Franco Troiani, al “Parco Costruito” di Osvaldo Tiberti, a “Quella strana casualità dell’origine” di Silvia Ranchicchio, scultura nata dall’assemblaggio di rottami metallici. Opere che si insinuano tra le fronde degli alberi, che salgono dalla terra, che diventano parte integrante e fondamentale di una natura florida e rigogliosa come gli “Accessories for the living room”, di Diego Damas e Ilian Arvelo, oppure “Sensi, Continenti e Commercio” di Nicoletta Braga, scultura creata con sabbie, anfore, spezie, pietre, pigmenti e globi.

Alla realizzazione del progetto hanno preso parte anche i giovani studenti dell’Accademia delle Belle Arti  di Brera che per l’occasione hanno realizzato “Ceramiche” una serie di moduli in piastrelle nere,  “Filo d’erba” una raffinata creazione in acciaio inox e “Foglio” un’imponente opera in mattoni e cemento. Artisti che hanno lavorato da soli o in gruppi, con i più diversi tipi di materiali, ferro, sabbia, plastica, cemento, mattoni, assemblando, riciclando, dando corpo e vita a tutto quello che l’atmosfera surreale e magica della Casella ha saputo trasmettere nel loro animo e questa forza, figlia della natura e della volontà, loro l’hanno messa nelle loro creazioni che rimarranno per sempre un segno tangibile dell’arte del nostro tempo.

“Siamo felici che questa nostra iniziativa abbia riscosso così grande interesse sia tra gli artisti che tra gli addetti ai lavori ma è stata molto apprezzata anche dai tanti visitatori che ogni anno transitano in questo luogo – conclude Loredana Bucchi una delle organizzatrici della manifestazione – il progetto va avanti, per il prossimo anno abbiamo intenzione di coinvolgere altri scultori sia già affermati che giovani, sui quali noi da sempre puntiamo in modo particolare”.

Una grande opportunità per tutti coloro che lavorano nell’arte, un progetto che denota sensibilità ed un profondo amore per il bello supportato e sostenuto dal proprietario della Casella Luciano Nenna, che da sempre si contraddistingue  per il suo mecenatismo e per la sua grande sensibilità.

Sonia Terzino
HOME

 

RITORNO