Le “Visioni Oniriche” di Marcello Magnanelli

L’artista sarà presente con una personale dal 6 Maggio al 7 luglio 2007 a Villa Katiuscia di Biella

    “L’artista ha individuato una linea operativa che è allo stesso tempo un comportamento ed una dichiarazione di etica: là dove l’arte trova, o dovrebbe trovare, il ruolo di limite definitivo, di topos oltre cui nessun evento sarà più immaginabile”. Così scrive il critico d’arte Giuliano Serafini del pittore tifernate Marcello Magnanelli che sarà presente, con oltre venti tele della sua ultima produzione pittorica, dal 6 maggio al 7 luglio presso l’Hotel Restaurant Antica Vienna di Villa Katiuscia di Biella.

    “Visioni Oniriche”, questo il titolo dell’esposizione, curata dalla giornalista Sonia Terzino, in cui il pittore, nativo di Città di Castello, ripercorre il cammino artistico da lui svolto in questi anni.

    Magnanelli propone una pittura che nel suo essere contemporanea affonda le radici nel passato ponendosi come un “cardine di permanenza” tra l’antico ed il moderno.

    “La sua arte – scrive ancora Serafini – cita e riassume alcune tendenze–chiave del secolo per possederle fin dalla loro scaturigine e dalle loro modalità linguistiche che, attestandone il valore pedagogico, nonché il senso della loro durata, dell’irripetibilità e solidità che hanno saputo trasmettere ai possibili eredi, quando la concettualità depista e trasgredisce sistematicamente, in una parola elude il problema del rinnovamento cercando complicità alogene”.

    Quella di Magnanelli è un’arte di mezzo tra il figurativo e l’informale, con una propensione che ha l’artista di guardarsi intorno, di sperimentare sempre campi nuovi e diversi.

    Nascono così lavori fortemente innovativi dove il creativo, pur non dimenticando i canoni della pittura classica, ama confrontarsi con le avanguardie del terzo millennio.

    Varie le tecniche usate dal pittore tra cui acquerello, action painting ed olio su tela.

    Speculazione etica e ricerca pittorica, questo ciò che Magnanelli insegue, senza porsi limiti e confini.

    E come cambiano le tecniche usate cambiano i linguaggi pittorici dell’artista.

    Si passa dai toni forti dell’action painting, dove il colore viene strizzato dal tubetto direttamente sulla tela, alla quale è impressa grande forza materica che diventa un urlo esistenziale, ai toni delicati e tematiche più intimistiche affrontate nella contestuale produzione degli acquerelli.

    Nella complessità di questi cicli, in cui Magnanelli si addentra ed ogni volta ne esce rigenerato, è un alternarsi di scuole pittoriche dal filone fauve delle avanguardie storiche, alle lezioni di Kandisky, Jawlensky e Delaunay.

    In questa personale Magnanelli ripercorre le tappe fondamentali della sua arte, che si è più volte confrontata con la pittura concettuale, astratta e metafisica.

    In “Visioni Oniriche” le opere si pongono come un ponte tra sogno e realtà, tra cosciente e sub cosciente, l’arte intesa come un viatico per alleggerire i dolori della vita, ma anche come fonte di liberazione e rigenerazione per l’animo umano.

    La mostra si potrà visitare fino al 7 luglio, tutti i giorni, escluso il lunedì ed il martedì, ad orario continuato ed ingresso gratuito.


    Sonia Terzino    -     Ufficio Stampa

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