Terza generazione di Realismo Fantastico di Giuseppe Del Gobbo

 

La mostra si potrà visitare presso Villa Fidelia di Spello fino al 15 marzo

 

Villa Fidelia Spello – Perugia, 9 - 3 - 2009 – Comunicato Stampa - Un'arte che spazia tra il mondo reale e quello fantastico, tra cosciente e sub cosciente, tra razionalità ed istinto quella che Giuseppe Del Gobbo propone fino al 15 marzo in una personale presso gli imponenti spazi di Villa Fidelia di Spello.

Terza Generazione di Realismo fantastico” il titolo della mostra in cui l'artista presenta oltre venti tele che raccontano il cammino pittorico da lui svolto in questi anni.

Giuseppe Del Gobbo, nativo di Porto San Giorgio in provincia di Ascoli Piceno, da alcuni anni vive e lavora in Umbria, nell'arte da sempre ha sviluppato un cammino prettamente speculativo ed introspettivo.

E' un ricercatore dello spirito che spazia tra alchimia ed esoterismo, entrambe parole intese nei termini più puri e primordiali del loro significato. L'alchimia concepita come l'arte della ricerca cosmica di quegli elementi che dal caos portano all'ordine.

Un'arte segreta accessibile a pochi, solo a chi ha fatto della pittura un profondo percorso introspettivo e sperimentale. Così il colore prende forma e corpo e si espande sulle tele dando vita a mondi diversi e paralleli, verso quelle infinite realtà che l'artista ama raccontare e rincorrere.

Non esiste una sola realtà, afferma il creativo, sono infinite ed è solo il limite della ragione che imbriglia lo scibile umano, l'artista puro deve sapersi ergere al di sopra di tutto questo per poi volare in alto al di là del tempo e dello spazio.

E' lo scibile dei sensi, quello che il pittore racconta, quel sentire con l'animo, con lo spirito, quel toccare le più profonde e recondite paure e sentimenti. Nei quadri dell'artista prende vita l'ambiguità, i contrasti, le mille sfaccettature dell'essere, niente è cio che appare ma ogni cosa al suo interno ne racchiude mille altre, come la materia fatta da un'infinità di atomi.

Così nascono quadri come “l'allegoria dell'errore” o “Un incontro particolare in circostanze costrette” un olio su tela di metri 2,20 per 1,80. Tele che sono il racconto di mille vite, di esperienze vissute, di un legame tra passato, presente e futuro inscindibile come a dire nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma nell'eterna lotta tra il bene ed il male. Nei lavori di Giuseppe anche l'errore diventa un elemento base, fondamentale dell'esistenza umana e solo le esperienze negative possono essere per il vero saggio fonte di crescita e di evoluzione. Lavori ermetici quelli che il pittore propone, accessibili solo a chi sa guardare oltre e lontano al di là dei confini della mente.

La nostra pittura fantastica – afferma Giuseppe Del Gobbo nel Manifesto d'Artista – è una finestra sull'infinito che lascia liberi gli orizzonti mentali, quasi una forma di meditazione tra il pittore e le stelle. Poiché l'uomo non solo non conosce l'universo ma neanche se stesso poiché le cause dei suoi moti risiedono in una zona inesplorata del nostro io, il subcosciente, che sfugge ad una qualsiasi conoscenza, ed è a questa conoscenza che la corrente pittorica del realismo fantastico cosmico ovvero dei dottori cosmici tende ad avvicinarsi per cercare di vedere l'invisibile, è la considerazione del primato della realtà immaginaria su quella percepita”.

La mostra si può visitare presso Villa Fidelia di Spello fino al 15 marzo tutti i giorni, escluso il lunedì, con ingresso gratuito ed orario 10,20 -18,00.


Sonia Terzino - Agenzia Stampa Umbriarte

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