ELVIO MARCHIONNI

 

UN PITTORE TRA PASSATO E FUTURO

 

E’ potente, prorompente, permeata di energie la pittura di Elvio Marchionni.

Mai in nessun artista passato e presente sembrano così toccarsi eppure elidersi a vicenda. Nei lavori di Elvio c’è la lezione dei pittori del quattrocento umbro, ci sono le reminescenze del Pinturicchio, del Perugino, ma ci sono anche quelle committenze minori che vanno da Sinibaldo Ibi all’Alunno, quei pittori solitari la cui fama è stata oscurata dalle opere dei maestri più grandi. Elvio ha saputo portare alla luce un mondo sommerso, quel glorioso quattrocento che così importante è stato per questa regione nel panorama dell’arte.

Dalla sua città, quella Spello che mai ha voluto abbandonare, respirando il profumo del tempo passato, Marchionni si proietta nel futuro. Figlio del novecento, Elvio comunque conosce la lezione della pittura informale, e nei suoi "strappi" ritroviamo le tele di Fontana o i sacchi di iuta di Burri. Forse il pittore di Spello non pensa tutto questo quando dipinge, la sua mano vola sulla tela e la sua mente spazia, basta guardarlo mentre lavora per capire che si trova in un'altra dimensione, in un altro mondo. Quanta passione, quanta energia infonde Marchionni nei suoi lavori. Quell’energia che torna nei volti delle sue donne, Madonne, figlie, amanti. E’ l’amore a far vibrare la mano dell’artista. Quella mano che scava nel passato, tra le vecchie cose della memoria, della vita e lentamente le porta in superficie.

Tra le pietre rosa di Spello le opere di Elvio parleranno nei secoli al mondo.

Racconteranno la storia di un ragazzo di campagna, che tra i gessi che scovava nelle zolle arate dei campi ha scoperto l’amore per l’affresco e per gli stucchi.

Racconteranno di come i sogni, se supportati da impegno e dedizione, possono diventare realtà.

Parleranno di giovani che hanno camminato sulle orme del Maestro ed insieme hanno scoperto l’amore e la passione per l’arte.

E quegli stucchi, quei quadri, quegli affreschi saranno la storia di una vita. Saranno l’exemplum dantesco. Non si sa come può nascere un’opera d’arte, se è figlia del caso, dell’intuizione o del genio, qui, tra le mura della vecchia Spello, comunque il miracolo si compie ancora ogni giorno.

 

             Sonia Terzino  -  giornalista

 

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