Florilegio da: POVERA COME IL SOLE

Esiste un’inferriata sulla luna

e un ragno ch’è l’opposto del tuo ragno

Esiste una dolcezza dentro l’amaro

e l’amara vertigine dell’uovo

L’ape si è liberata di se stessa

un aratro è rimasto a metà solco

Le ombre della notte hanno bagliori

di lei di lui di loro e sono quiete.

Il muro tuo mi guarda ed una schiena

il caldo del tuo freddo e la tua pioggia

Se salgo sul patibolo del sonno

non cessa la tempesta attorno a un lume

I topi tuoi mi attaccano a valanga

la polvere del sole è uno stendardo

-oOo-

 

Ho sequestrato il sole e pochi fiori

un po’ di nebbia un cuculo e l’angoscia

che tu non venga a prendere i miei doni

La lucciola che cerchi tra le spade

la primula di guerra sangue e fango

la goccia l’agonia della mia goccia

tra lazzi d’osteria lampi d’acciaio

resiste a le Galàpagos

se ancora

tu vivi in un giardino di novembre

e le tue labbra aspettano un amico

-oOo-

 

esiste un’arte

fuor d’ogni catalogo o mercato

povera come il sole

zingara come il vento

la fecero

uomini senza cravatta

e liberi

-oOo-

 

Nell’addiaccio dei nomi

ho serbato il ricordo

delle nostre paure

ad essere orizzonti

Io

mi ero perso di vista

solo per questo

non ti ho amata

Era solo

che non amavo me

Ma ora

quasi un mostro appaio

e invece

sono gonfio d’inedia

e sogni elettrici

che fanno luce alle tue gambe

-oOo-

 

Nella valle dei miei versi

sa di verde – di muschio

sa di antico

la dolcezza estrema

della tua voce

la bellezza estrema

bruna lunare nuda aggressiva

-oOo-

 

Vorrei strapparmi e presentarmi

in cenci alla tua tavola tra i cani

mostruosi che mi opprimono

e umiliarmi

io vizioso e bugiardo alla tua reggia

e offrire ai tuoi beffardi

fianchi a mandorla

il mio impacciato ossequio campagnolo

e avere la filigrana

delle tue risa

massimo premio al mio goffo peccato

 

 

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