Spigolature da:

SCRIBERE NECESSE EST!

La POESIA non l’ho imparata a scuola

ma dai tagli e dai solchi della vita

dagli sputi e il disprezzo dei vincenti

che mi dissero Ma tu che campi a fare

senza casa né donne né denaro?

Paga piuttosto quello che ci devi!

Paga o altrimenti impiccati ch’è meglio!

La mia voce risponde ora all’insulto

di quei miseri ricchi anni sessanta

avidi miserabili e spietati

ricchi solo di soldi

che mi sbatterono l’uscio

sulla neve

-oOo-

 

Ora che sono figlio di nessuno

in questa libertà fatta di carta

in questa società fatta di cacca

ho nostalgia degli animi ruggenti

Facevo la seconda elementare

ero quasi un soldato in miniatura

le fasce in croce – la camicia nera

un’emme per fermaglio

e un’altra in testa

Era una vestizione da teatro

lo so ma allora

io ero dentro un sogno

-oOo-

 

Più il tempo passa – più

sono Poeta

La gente guarda – giudica – condanna

la gente guarda giudica e mi stima

Il tempo brucia solo chi non vale

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Più grande cresce in me

quel sentimento

minuscolo e grandioso

ch’è l’amore –

più minuta si fa

la mia scrittura

di fabbro ladro genio iguana e falco

Il guaio – cara – è che mi fai impazzire

con la tua pelle d’Africa ed i libri

che annuso sfoglio e assorbo dai tuoi occhi

in cui ti amo in modo indescrivibile

tra l’estati e la perdita dell’estasi

tra il tredicenne – e il carcerato a vita

-oOo-

 

Quella tua bocca tenera e gentile

che sembra non avere mai baciato…

Il dolce interminabile richiamo

tu sembri non avere mai sentito…

Anch’io sono rimasto stamattina

sotto il muschio e i licheni

frugato dal tuo vento antico-antico

-oOo-

 

Ricco di sole bacche rosse e zirli

mi entrava nelle orecchie

e mi usciva dagli occhi

fissi altrove – l’azzurro

L’autunno senza te

cara è terribile

come l’ultimo ossigeno

-oOo-

 

Stan per tornar le sorbe e i pettirossi

torneranno le bacche e tu

una di loro

diventerai la mia ferita

 

 

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